Fermo di polizia in Svizzera: i vostri diritti spiegati
Durata, diritti dell'imputato, ruolo del pubblico ministero: tutto sapere sul fermo di polizia nel diritto svizzero secondo il CPP.
Ultimo aggiornamento : 2026-04-16
La nozione di fermo di polizia nel diritto svizzero
Il termine «garde à vue» usato nel diritto francese non esiste formalmente nel diritto svizzero. Il CPP svizzero parla piuttosto di fermo (art. 215 CPP), di arresto provvisorio (art. 217 CPP) e di detenzione preventiva (art. 220 ss CPP). La distinzione è importante poiché i regimi giuridici differiscono.
Il fermo da parte della polizia
Secondo l'art. 215 CPP, la polizia può fermare brevemente una persona e trattenerla al posto in determinate situazioni: per stabilirne l'identità, per un interrogatorio sommario o per consegnarla a un'autorità competente. Questa restrizione non può eccedere qualche ora e non costituisce un arresto formale.
L'arresto provvisorio
L'art. 217 CPP autorizza la polizia ad arrestare provvisoriamente una persona quando esistono sospetti seri che abbia commesso un crimine o un delitto, o quando vi è pericolo di fuga, di collusione o di recidiva. Ogni persona ha il diritto di arrestare provvisoriamente un individuo colto in flagrante (art. 218 CPP), ma deve immediatamente consegnarlo alla polizia.
Durata e controllo
La polizia che ha proceduto a un arresto deve informare senza indugio il pubblico ministero competente (art. 219 cpv. 1 CPP). La persona arrestata deve essere interrogata senza indugio (art. 219 cpv. 3 CPP). Se il pubblico ministero intende mantenere la detenzione, deve indirizzare la sua richiesta al tribunale delle misure coercitive (TMC) entro 48 ore (art. 224 cpv. 2 CPP).
Il TMC tiene un'udienza (art. 225 CPP) alla quale l'imputato e il suo difensore possono partecipare. Emette la sua decisione entro 48 ore (art. 226 cpv. 1 CPP). La detenzione preventiva iniziale è limitata a tre mesi (art. 227 cpv. 1 CPP).
I diritti dell'imputato durante il fermo
L'art. 158 CPP impone alle autorità di informare l'imputato dei suoi diritti all'inizio del primo interrogatorio:
- Il diritto di essere informato dell'infrazione che gli è contestata (art. 158 cpv. 1 lett. a CPP)
- Il diritto al silenzio (art. 158 cpv. 1 lett. b CPP)
- Il diritto di ricorrere a un difensore o di chiedere un difensore d'ufficio (art. 158 cpv. 1 lett. c CPP)
- Il diritto a un interprete se necessario (art. 158 cpv. 1 lett. d CPP)
Queste informazioni devono essere date in una lingua che l'imputato comprende. Ogni inadempimento a quest'obbligo può comportare l'inutilizzabilità delle dichiarazioni raccolte (art. 158 cpv. 2 CPP).
Condizioni materiali del fermo
L'art. 235 CPP regola l'esecuzione della detenzione. L'imputato deve essere trattato con dignità. Ha diritto a una cella conforme agli standard minimi, a un'alimentazione sufficiente, a cure mediche e a contatti con il suo avvocato. Le restrizioni devono essere proporzionate allo scopo perseguito.
Il Tribunale federale ha ricordato nella DTF 140 I 125 che le condizioni di detenzione devono rispettare l'art. 3 CEDU (divieto di trattamenti inumani o degradanti). Condizioni di detenzione indegne possono costituire un motivo di scarcerazione.
Il ruolo del pubblico ministero
Il pubblico ministero dirige la procedura (art. 16 CPP). È lui che decide l'apertura di un'istruzione (art. 309 CPP), la messa in detenzione preventiva o la scarcerazione dell'imputato. È tenuto a ricercare tanto gli elementi a carico quanto quelli a discarico (art. 6 cpv. 2 CPP), conformemente al principio inquisitorio.
Domande frequenti
Il fermo di polizia esiste in Svizzera?
Il termine «garde à vue» non esiste formalmente nel diritto svizzero. Il CPP distingue il fermo (art. 215 CPP), l'arresto provvisorio (art. 217 CPP) e la detenzione preventiva (art. 220 ss CPP).
Quali diritti deve comunicare la polizia all'imputato?
Secondo l'art. 158 CPP: il diritto di essere informato delle accuse, il diritto al silenzio, il diritto a un avvocato e il diritto a un interprete. Il mancato rispetto rende le dichiarazioni inutilizzabili.
Cosa succede se le condizioni di detenzione sono indegne?
Il Tribunale federale (DTF 140 I 125) ha giudicato che condizioni indegne violano l'art. 3 CEDU e possono giustificare una scarcerazione nonché un risarcimento.
Nota della redazione
Questo articolo è fornito a scopo informativo generale sul diritto svizzero. Non costituisce consulenza legale e non sostituisce la consulenza di un professionista.
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